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Le ragadi al seno delle nutrici
Scritto da Antonio Mariggiò   

All’inizio della mia carriera professionale osservando la quasi costante coincidenza tra mughetto nel lattante e presenza di ragadi del capezzolo nelle nutrici, ho ipotizzato che il lattante succhiando trasmetteva l’infezione da candida ai capezzoli della madre.

In base a questa ipotesi eziopatogenetica, ho curato contemporaneamente il neonato con Nistatina sospensione : 1 contagocce 3 volte al giorno dopo la poppata per circa 6 giorni, e i capezzoli della madre con Antimicotici in crema attivi sulla Candida, a base di Miconazolo o di Econazolo o di Clotrimazolo: applicazione della crema con massaggio sui capezzoli dopo ogni poppata,  previa pulizia  con ovatta bagnata di acqua con bicarbonato prima di ogni poppata, per circa 6 giorni. Con questo trattamento ho ottenuto sempre la guarigione completa. Nei pochi casi di ragadi molto dolenti  ho fatto interrompere l’allattamento per 24 ore , consigliando lo svuotamento delle mammelle con tiralatte.  
Molti Pediatri, da un po’ di anni, affermano che le ragadi al seno sono provocate dal non corretto modo di attaccare il lattante al seno. Sulla base di questa affermazione, ho sempre chiesto alle nutrici con ragadi al seno se allattassero nella maniera corretta,cioè se facessero afferrare al loro bambino contemporaneamente il capezzolo e parte dell’areola. Queste mamme  mi hanno sempre assicurato l’esecuzione corretta dell’allattamento,cosa che io ho potuto verificare di persona. Invece ho continuato ad  osservare la presenza di Candidosi orale nel lattante, sotto la forma classica di mughetto (placche bianche orali) oppure di semplice arrossamento orale e contestualmente la presenza di ragadi al seno nelle nutrici.

Dr. Antonio Mariggiò
Specialista in Pediatria
Manduria ( TA )

 

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