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Scritto da NEMJ
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L’esperimento della Mc Master University (Canada) Tre sedute con un piccolo apparecchio a radiofrequenza per combattere con successo l'asma: è quanto hanno sperimentato ad Hamilton nell'Ontario (Canada) alla Mc Master University, dove 112 pazienti sofferenti di asma dallo stadio moderato a quello grave sono stati sottoposti dal dottor Cox e colleghi ad un trattamento della durata di mezz'ora per ogni seduta. La procedura, definita Bronchial thermoplasty, consiste nel posizionare, dopo una leggera anestesia, un catetere lungo e sottile nel naso del paziente e raggiungere le vie respiratorie nel polmone. La punta del tubicino a quel punto viene scaldata usando le onde radio, fino ad una temperatura di 65° per 10 secondi, nel tessuto muscolare della via respiratoria. Spostandosi con un leggero movimento nelle vie respiratorie il calore raggiunge i tubi bronchiali e produce una riduzione nel rivestimento interno del muscolo. Pur non essendo ancora chiaro il meccanismo di azione, la procedura consente di mantenere sempre aperta la via respiratoria e di impedire così gli attacchi di asma. Dopo un anno di sperimentazione, i soggetti sottoposti a questo tipo di trattamento riportavano di avere avuto circa la metà di attacchi di asma rispetto ai pazienti che erano stati curati con gli steroidi. Al momento il numero dei soggetti osservati e il numero complessivo degli attacchi di asma non consente di dare un fondamento statistico a quanto osservato, tuttavia i pazienti che sono stati sottoposti al trattamento nell'arco di un anno non hanno presentato sintomi per il 40% del tempo, mentre quelli non curati in questo modo arrivano in media solo al 17% di giorni senza sintomi. Secondo il dottor Cox, l'uso del trattamento con onde radio ha anche il vantaggio di evitare le conseguenze del trattamento con inalazione di steroidi, in specifico l'infiammazione dei tessuti della bocca. Vanno invece ancora verificati eventuali effetti secondari del trattamento con onde radio. NEMJ 2007; 356:1327-1337
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Scritto da Gut current issue
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 Targeted treatments have generated a lot of hope and hype in the treatment of gastrointestinal tumours. Indeed, the introduction of targeted treatments particularly for colorectal cancer has resulted in substantial improvements in tumour response ... ...
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Scritto da Urology/Nephrology News From Medical News Today
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PLC Systems Inc. (OTC Bulletin Board: PLCSF), a company focused on innovative cardiac and vascular medical device-based technologies, announced that updated results from the MYTHOS investigator-sponsored clinical trial of RenalGuard(®) were presented ... ...
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Scritto da MedPage Today Cardiovascular
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High-risk patients who are not taking beta-blockers should have beta-blocker therapy started well before scheduled cardiovascular surgery, with doses titrated up as the surgery date approaches, according to updated guidelines released today by the Am ... ...
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Scritto da Diabetes Care
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OBJECTIVE: Microalbuminuria is associated with cardiovascular mortality, particularly among individuals with type 2 diabetes, but the mechanisms underlying this association are not completely understood. Microalbuminuria is known to be associated with cardiovascular autonomic dysfunction (C-AD), and C-AD in turn is associated with cardiovascular mortality. The purpose of this study, therefore, was to investigate whether C-AD can explain the relationship between microalbuminuria and cardiovascular mortality. RESEARCH DESIGN AND METHODS: We studied 490 individuals from a population-based cohort of individuals aged 50–75 years who were followed for a median period of 13.6 years. Microalbuminuria was defined as an albumin-to-creatinine ratio ≥2.0 mg/mmol in an early-morning spot-urine sample. Ten parameters reflecting different aspects of cardiovascular autonomic function were measured and compiled into a total score of C-AD (mean of separate z scores). The association between C-AD and microalbuminuria was estimated by multiple linear regression, and relative risks (RRs) for cardiovascular mortality were estimated by Cox proportional hazards analyses. RESULTS: After adjustments for age, sex, glucose tolerance status, and other risk factors, C-AD was associated with microalbuminuria (β = 0.16 [95% CI 0.01–0.33]), and both microalbuminuria (RR 2.09 [1.07–4.08]) and C-AD (1.74 [1.04–2.89]) were associated with cardiovascular mortality. These associations did not change after further mutual adjustment for C-AD (2.13 [1.09–4.17]) or microalbuminuria (1.76 [1.05–2.94]), respectively. CONCLUSIONS: Both microalbuminuria and C-AD are independently associated with cardiovascular mortality, and the excess mortality attributable to microalbuminuria cannot be explained by C-AD. Diabetes Care 2009, vol. 32, n. 9, pp. 1698-1703
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Scritto da American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine
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La metanalisi dell’Università del Colorado David Beuther e Rand Sutherland dell’Università del Colorado hanno revisionato i risultati di sette studi sull’incidenza dell’asma, indagando la correlazione tra asma e peso corporeo. Sebbene emerga che, su 333.000 soggetti studiati, soffriva di asma una percentuale significativamente alta dei soggetti in soprappeso (Odds Ratio = OR 1,38) e una ancora maggiore tra quelli obesi (OR 1,95), i ricercatori stessi vanno cauti. Una correlazione tra asma e peso sembra possibile e ragionevole, ma è ancora difficile assegnare un ruolo preciso a tutti i fattori intervenenti nell'insorgenza dell'asma. Il fumo, le allergie, l'anamnesi familiare positiva per asma, non sono ben analizzati nella revisione. Inoltre, in fase di registrazione dei dati, molti partecipanti potrebbero avere confuso l’asma con disordini diversi della respirazione. Gli autori consigliano comunque di considerare questa associazione per realizzare interventi mirati su pazienti in sovrappeso, che potrebbero ridurre il numero di casi di asma. American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine 2007; 175:661-666
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Scritto da Liver Disease/Hepatitis News From Medical News Today
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Numerous studies have documented the favorable effects of MARS albumin dialysis treatment on clinical and laboratory parameters and survival in liver failure patients. However, to ensure that limited resources are utilized in an ethical manner, the s ... ...
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