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Scritto da Salute Europa
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Pag 1 di 2 Sono stati pubblicati oggi sul New England Journal of Medicine (NEJM) i risultati di un trial di otto anni effettuato su oltre 130.000 donne. Il trial ha dimostrato che, in un contesto caratterizzato da scarsità di risorse, un unico ciclo di test HPV riduce in modo significativo il numero di tumori alla cervice in stadio avanzato e i decessi rispetto al Pap test (citologia) o all’esame visivo con acido acetico (VIA). Per il trial è stato utilizzato il test digene HPV di QIAGEN (NASDAQ: QGEN; Francoforte, Prime Standard: QIA) che consente di individuare i tipi di papillomavirus umano ad alto rischio che causano il tumore cervicale. “Le implicazioni dei risultati ottenuti con questo trial sono immediate e globali: gli esperti internazionali nella prevenzione del tumore cervicale dovranno ora adattare i test HPV per ampliarne la diffusione - hanno scritto i dottori Mark Schiffman e Sholom Wacholder dell’Istituto Nazionale Tumori (National Cancer Institute) nell’articolo che accompagna lo studio pubblicato sul NEJM - La grande promessa del trial Indiano rappresenta una importante sfida globale per l’implementazione di strategie intelligenti e ritagliate a livello regionale che consentiranno di salvare efficacemente milioni di vite umane negli anni a venire”. “Questo trial - ha affermato la dott.ssa Annarosa Del Mistro, Responsabile Immunologia Diagnostica Molecolare Oncologica dell’Istituto Oncologico Veneto (IOV), IRCCS di Padova - è particolarmente rilevante e significativo non soltanto per il numero di donne coinvolte e la durata ma soprattutto per aver dimostrato l’efficacia del test HPV nella prevenzione del cancro alla cervice uterina. Il tumore alla cervice uterina è una causa importante di morte nelle donne, in Italia. Nel nostro Paese infatti si contano circa 1100 morti all’anno, a causa di questo tumore, mentre vengono diagnosticati, sempre su base annua, 3500 nuovi casi. Per ridurre ulteriormente il numero di decessi è quindi determinante rafforzare l’attività di prevenzione sia attraverso la vaccinazione, sia attraverso uno screening più diffuso con l’impiego del test HPV che si è dimostrato più efficace dell’esame citologico nell’individuare le lesioni”. “Questo trial che dimostra la superiorità del test HPV rispetto al pap test nel ridurre la mortalità per tumore cervicale avanzato – ha affermato il dott. Mario Sideri, Direttore dell’Unità di Ginecologia Preventiva dell’Istituto Europeo Oncologico (IEO) di Milano - è particolarmente rilevante e significativo perché è la prima dimostrazione che il test HPV non solo permette di individuare meglio del pap test le lesioni pre-cancerose, ma anche i tumori invasivi. La possibilità di offrire lo screening HPV efficace ed a basso costo offre delle nuove prospettive di prevenzione del cancro anche nei paesi più poveri, dove il tumore del collo dell’utero è ancor oggi endemico e rappresenta un altro grande passo avanti della medicina preventiva. Una evidenza di questo genere non sarebbe stata possibile nei paesi dove il tumore è un evento raro. I risultati di questo studio infine sottolineano il ruolo del papilloma virus nella genesi e mantenimento del tumore del collo dell’utero e quindi rappresentano un’ulteriore conferma indiretta del razionale della vaccinazione HPV”.
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