Valutazione Clinica delle Modificazioni Anatomo-Funzionali dei Sistemi Biologici, indotte da Mutazioni Genetiche
Scritto da Sergio Stagnaro   
Indice
Valutazione Clinica delle Modificazioni Anatomo-Funzionali dei Sistemi Biologici, indotte da Mutazioni Genetiche
Esame obiettivo
Metodo
Applicazioni
Segno di Baserga
Discussione
Bibliografia 1-16
Bibliografia 17-33
Bibliografia 34-41 e Commenti
Tutte le pagine

Introduzione
La maggior parte dello spazio delle più famose riviste mondiali di Medicina oggi riservato agli articoli di biologia molecolare e genetica, è frutto della ricerca svolta in laboratori specializzati, tanto sofisticati quanto di numero limitato.

Ne consegue che la stragrande maggioranza dei loro lettori non può corroborare o falsificare i risultati di questi studi per mancanza della necessaria tecnologia, indispensabile per riprodurre gli stessi esperimenti, come  accade invece nel caso di articoli di natura clinica semeiotico-biofisico-quantistica (1-30).
Procediamo con un esempio per chiarire meglio la valenza astratta del concetto.
In un articolo pubblicato su Nature sono riferiti dati di una ricerca che dimostrerebbe come l'associazione di ben 5 mutazioni genetiche favorisce il diabete mellito, mentre le singole mutazioni isolatamente non provocano alcun dismetabolismo glucidico. Ripresa dai mass-media di tutto il mondo con i soliti toni sensazionali, come previsto da chi scrive, la notizia si è rivelata di breve durata, perché priva di valore epistemologico e pratica utilità (31).
Non è possibile non riconoscere l'impresa ardua della Genetica e della Biologia Molecolare, finalizzata ad individuare i geni mutati alla base delle più gravi  patologie, come il diabete ed il cancro, oggi vere epidemie. Tuttavia, la difficoltà prometeica, incontrata nel portare a termine questo tipo di indagine è alla base della scarsa efficacia delle numerose e costose campagne di lotta, fondate su simili ricerche sofisticate, organizzate dalle competenti Autorità Politico-Sanitarie attuate contro queste ed altre malattie assai diffuse.
In realtà, la maggior parte delle malattie riconosce alla sua origine molte mutazioni genetiche associate e interreagenti in modo assai complesso, e solo in parte conosciuto, sia tra loro sia con l’ambiente, tale da rendere vana la prevenzione primaria su una vasta popolazione, oltretutto apparentemente sana.
Infatti, nonostante la quantità di danaro impiegata nella costruzione e nella gestione dei numerosi Istituti mondiali di Genetica e Biologia Molecolare, bisogna ammettere che l'incidenza dei Tumori Maligni e del Diabete è in continuo, progressivo, inarrestabile, allarmante aumento. Pertanto, qualcosa non ha funzionato finora in questa battaglia contro le malattie umane più frequenti e gravi, basata principalmente sull'indagine genetica e biologico-molecolare! 
E' necessario ed urgente, dunque, percorrere altre strade per combattere sia il tumore maligno, solido e liquido (31-34), sia il diabete mellito con le sue note cosiddette "complicazioni" (35).
La Semeiotica Biofisica Quantistica ha permesso al medico di valutare in modo clinico, per la prima volta, l'attività biologica di tutti gli organi ed apparati, grazie alla teoria dell'Angiobiopatia, secondo cui le mutazioni genetiche (n-DNA, ma anche mit-DNA) interessano tutte le cellule parenchimali e microvasali, di un determinato distretto (1-4, 41). Secondo questa teoria, che completa quella tischendorfiana di Angiobiotopia, il danno parenchimale, comprese le mutazioni genetiche, è correlato con le locali alterazioni microcircolatorie, caratterizzate dal rimodellamento microcircolatorio, dove il ruolo centrale è svolto dai Dispositivi Endoarteriolari di Blocco neoformati-patologici, tipo I, sottotipo a) oncologico, e b) aspecifico (V. www.semeioticabiofisica.it/Microangiologia e Bibliografia).
Ovviamente, nel secondo caso, il rimodellamento dei microvasi e della microcircolazione, sebbene il sottotipo b) sia aspecifico, diventa in realtà altamente indicativo per una precisa patologia, in rapporto alla sua sede (1-6, 35,36). Per esempio, nella predisposizione al diabete e nel conseguente reale rischio congenito diabetico, risultano alterati in modo caratteristico i microvasi delle isole di Langherans, rapidamente valutabili con un fonendoscopio a partire dalla nascita (36).



 

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