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Lapatinib, speranze per la terapia neoadiuvante nelle neoplasie del distretto testa collo
Scritto da Glaxo   
Successivamente i pazienti sono stati seguiti per altre 12 settimane dopo il completamento del ciclo. Le biopsie del tumore sono state effettuate al momento dell'arruolamento nello studio e dopo due settimane per le analisi dei biomarker. Già dopo 14 giorni i pazienti del braccio lapatinib hanno mostrato una modesta ma statisticamente significativa riduzione nella media della proliferazione delle cellule neoplastiche rispetto a quelli randomizzati con placebo (-8 per cento contro il 2,7 per cento). Di più, la tendenza a indurre la morte delle cellule tumorali è stata osservata in molti pazienti.

In un sottogruppo di 40 pazienti valutati radiologicamente dopo una breve terapia con lapatinib (circa un mese) 4 pazienti avevano avuto una completa o parziale risposta rispetto a nessuna risposta del braccio con placebo.

88 pazienti erano stati ritenuti idonei per una valutazione radiologica successivamente al completamento della chemioterapia e radioterapia: sono cioè stati controllati radiologicamente all'arruolamento e al termine del ciclo di cura (circa 8-12 settimane dopo il trattamento). I risultati hanno mostrato un aumento nel tasso di risposte (complete o parziali) nei pazienti che  avevano ricevuto lapatinib rispetto al braccio con placebo (86 contro 63 per cento rispettivamente). E' stata inoltre osservata una differenza nel tasso di risposte complete tra i due gruppi al termine delle chemio e radioterapia; il 28 per cento dei pazienti nel braccio lapatinib ha ottenuto una risposta completa rispetto al 7 per cento dei pazienti nel braccio placebo; questo suggerisce che lapatinib è in grado di aumentare gli effetti della successiva chemio radioterapia.Lapatinib è un inibitore di due fattori di crescita tumorale, fra cui il fattore di crescita epiteliale EGFR, che spesso caratterizza molte neoplasie - testa collo, ovaio, vescica e polmone - e determina un andamento aggressivo della malattia."Questi risultati - commenta Paolo Paoletti, senior vice president e responsabile della ricerca e sviluppo in oncologia di GlaxoSmithKline - ci dicono che l'uso di un inibitore duale della tirosin - kinasi come lapatinib può essere clinicamente importante non solo nel carcinoma mammario, ma probabilmente in altri tumori come per esempio il testa collo, dove l'EGFR è sovraespresso. Noi siamo impegnati a sviluppare lapatinib anche nelle neoplasie della testa e collo attraverso un nostro studio di fase III, cui guardiamo con entusiasmo e che mira a porre un nuovo standard di cura e  all'aumento della sopravvivenza dei pazienti. Lo studio è il più grande mai condotto in pazienti con tumore localmente avanzato. Attualmente è ancora aperto e sta arruolando".Si calcola che nel mondo i casi annui di neoplasie della testa collo a cellule squamose siano più di 640.000 con 350.000 decessi. Più di 140.000 le diagnosi in Europa, di cui 12.000 in Italia, un terzo delle quali ad alto rischio di recidiva.
GLAXOSMITHKLINE
 

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